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Incontro
pubblico "Non possiamo tacere"
Mercoledì
22 luglio 2009 ore 19.00
Albano Laziale, Piazza San Pietro.
Organizzano:
Associazione Teresio
Olivelli, Movimento Internazionale della Riconciliazione, Associazione
Chiama l’Africa.
Aderiscono:
CIPSI (Coordinamento di
iniziative di solidarietà internazionale), Rivista Solidarietà
internazionale, Pax Christi Roma, Giuristi Democratici Roma, Circolo Ilaria
Alpi Albano, "Associazione Ottantanove"-casafamiglia Ciampetto, associazione
"La Vita Nova"-Bottega del Commercio Equo e Solidale di Ciampino, Gruppo di
Acquisto Solidale "BotteGas-Gas Ciampetto".
Non possiamo tacere
Nonostante tutti gli appelli
alla ragionevolezza, la maggioranza blindata del Senato italiano ha approvato in
via definitiva, lo scorso 2 luglio, il cosiddetto decreto sicurezza (ddl
773-B) del Governo che contiene alcune norme contrarie ad ogni regola di
equità e di umanità.
La necessaria cattiveria
reclamata da certi ministri e il silenzio di molti diventano aggressione contro
i diritti di uomini, donne e bambini venuti nel nostro Paese in fuga da fame,
guerre, carestie, in attesa di un permesso di soggiorno.
Non basta un comunicato
stampa o un timido e timoroso dissenso verso una macchina pubblicitaria capace
di seppellire ogni appello alla giustizia che fonda la nostra convivenza civile
e pacifica.
Occorre condividere
pubblicamente, come afferma Pax Christi, l’obiezione contro “la deriva
autoritaria e totalitaria basata sulla logica dello straniero-nemico che
nasconde i veri pericoli della criminalità organizzata, della corruzione
economica e politica, del degrado etico e che alimenta la paura, eccita gli
animi al peggio, diffonde modelli di violenza e prepara mali più grandi”.
“Quello che si sta
innescando” dichiara il MIR, “è l’insicurezza del nostro futuro e della
pace della nostra società. I conflitti non gestiti oggi sono destinati a
diventare esplosioni di violenza domani; un diritto negato è l’innesco di
desiderio di cieca rivalsa”.
E questo non accade solo in
alto mare quando si respingono verso campi lager coloro che chiedono aiuto o in
qualche sala d’ospedale dove una madre “clandestina” non potrà riconoscere il
proprio figlio, ma dentro il vissuto delle nostre città dove nelle
periferie si lascia che la precarietà economica ed abitativa che si abbatte
su tutti diventi il detonatore di ogni conflitto tra esclusi.
Terminato lo show del G8,
credevamo che il Presidente della Repubblica Napolitano difendesse la
Costituzione non firmando questa legge pericolosa, immorale ed inefficace.
Così non è avvenuto, pur con tutte le serie «perplessità e
preoccupazioni» espresse in una lettera inviata a Berlusconi, al suo ministro
della Giustizia e ai presidenti di Camera e Senato.
Diventa pertanto urgente e
necessario esprimere in maniera pubblica un dissenso e una obiezione di
coscienza che faccia appello ad una società, che per quanto distratta o
rassegnata, non può riconoscersi in queste norme che ledono profondamente le
ragioni del diritto e della convivenza.