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No Dal Molin: solidarietà di Chiama l’Africa e del Cipsi
con il digiuno di don Albino Bizzotto
Chiama l’AfricaIe
il Cipsi
appoggiano l’azione di protesta del sacerdote contro la costruzione della base
militare americana a Vicenza. Appello al presidente Usa Obama.
Roma, 27 agosto 2009
– Il Cipsi
– coordinamento di 42 associazioni di
solidarietà e cooperazione internazionale – e Chiama l’Africa
esprimono la loro solidarietà e pieno appoggio,
anche a nome delle associazioni che rappresentano,
all’azione di protesta portata avanti con il
digiuno in questi giorni a Vicenza da don Albino Bizzotto, di Beati i
costruttori di pace. Da mercoledì 19 agosto va avanti senza
interruzioni il digiuno a sola
acqua di don Albino, che protesta contro i
lavori di costruzione della base militare americana al Dal Molin.
Un’azione che si pone come una forte presa di coscienza, un impegno che può
essere portato avanti solo con la forza delle idee che si veicolano, un invito a
tutti a partecipare e a fare informazione.
“Ci
rivolgiamo con un appello al presidente Obama -
sottolinea
Guido Barbera,
presidente del Cipsi
- in nome della pace, del disarmo, perché la
fraternità non si fa con i militari. Ci opponiamo
alla militarizzazione della base Dal Molin a Vicenza, cioè un territorio che
dovrebbe essere lasciato all’autonomia dei cittadini come luogo
del vivere collettivo e non come oggetto di scambio tra governi.
Concordiamo pienamente con la
protesta di don Albino
nella consapevolezza che il
problema non è solo dei vicentini, ma riguarda tutti gli italiani. E non
dimentichiamo che alla fine dello scorso anno il
ministro degli Esteri Frattini dichiarò che AFRICOM, il comando delle forze
armate Usa per le truppe di terra e di mare per l’Africa, avrebbe trovato posto
a Napoli e a Vicenza”.
“E ci
uniamo alla proposta di don Albino
– continua Barbera - di provare a costruire un piccolo evento ogni giorno per
lanciare qualche messaggio sui temi attinenti al Dal Molin, come gli
insediamenti militari e le città, l’aumento della produzione e il commercio
delle armi e il legame con l’attuale crisi, la risorsa acqua e gli insediamenti
militari, la militarizzazione dei territori e le relazioni tra popoli…
Ci impegniamo a sensibilizzare le associazioni
del Cipsi affinché si uniscano al digiuno!”.
Eugenio Melandri,
coordinatore di Chiama l’Africa, ha dichiarato: “Ci uniamo alla protesta di don
Albino e dei Beati i costruttori di pace. Continueremo a seguire questa vicenda
con approfondimenti sulla
rivista Solidarietà Internazionale (www.solidarietainternazionale.it),
insieme ai temi della pace, del disarmo, …”.
“A nessuno piace digiunare, neanche a me
– si legge nella lettera diffusa da don
Albino – ma quando ci troviamo davanti a situazioni particolarmente
gravi, dobbiamo accettare anche comportamenti più impegnativi.
Quanto sta avvenendo al Dal Molin è molto
grave. In pieno Ferragosto, senza le normali interruzioni per ferie,
nella nuova base al Dal Molin continuano a ritmo accelerato i lavori delle
imprese che si sono aggiudicate gli appalti con lo scopo di produrre
irreversibili fatti compiuti già prima del prossimo autunno”.
Per chi
vuole informarsi, esprimere la propria solidarietà, unirsi alla staffetta del
digiuno:
www.beati.org, il luogo scelto per il presidio è una roulotte all'incrocio
tra Viale Del Verme e Viale Ferrarin, a Vicenza.