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Oggetto : CS: No Dal Molin. Solidarietà di Chiama l’Africa e del Cipsi
Data : 27/08/20
Testo della news :
Nuova pagina 1

No Dal Molin: solidarietà di Chiama l’Africa e del Cipsi

con il digiuno di don Albino Bizzotto

 

Chiama l’AfricaIe il Cipsi appoggiano l’azione di protesta del sacerdote contro la costruzione della base militare americana a Vicenza. Appello al presidente Usa Obama.

 

Roma, 27 agosto 2009 –  Il Cipsi – coordinamento di 42 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale – e Chiama l’Africa esprimono la loro solidarietà e pieno appoggio, anche a nome delle associazioni che rappresentano, all’azione di protesta portata avanti con il digiuno in questi giorni a Vicenza da don Albino Bizzotto, di Beati i costruttori di pace. Da mercoledì 19 agosto va avanti senza interruzioni il digiuno a sola acqua di don Albino, che protesta contro i lavori di costruzione della base militare americana al Dal Molin. Un’azione che si pone come una forte presa di coscienza, un impegno che può essere portato avanti solo con la forza delle idee che si veicolano, un invito a tutti a partecipare e a fare informazione.

“Ci rivolgiamo con un appello al presidente Obama - sottolinea Guido Barbera, presidente del Cipsi - in nome della pace, del disarmo, perché la fraternità non si fa con i militari. Ci opponiamo alla militarizzazione della base Dal Molin a Vicenza, cioè un territorio che dovrebbe essere lasciato all’autonomia dei cittadini come luogo del vivere collettivo e non come oggetto di scambio tra governi. Concordiamo pienamente con la protesta di don Albino nella consapevolezza che il problema non è solo dei vicentini, ma riguarda tutti gli italiani. E non dimentichiamo che alla fine dello scorso anno il ministro degli Esteri Frattini dichiarò che AFRICOM, il comando delle forze armate Usa per le truppe di terra e di mare per l’Africa, avrebbe trovato posto a Napoli e a Vicenza”.

“E ci uniamo alla proposta di don Albino – continua Barbera - di provare a costruire un piccolo evento ogni giorno per lanciare qualche messaggio sui temi attinenti al Dal Molin, come gli insediamenti militari e le città, l’aumento della produzione e il commercio delle armi e il legame con l’attuale crisi, la risorsa acqua e gli insediamenti militari, la militarizzazione dei territori e le relazioni tra popoli… Ci impegniamo a sensibilizzare le associazioni del Cipsi affinché si uniscano al digiuno!”. 

Eugenio Melandri, coordinatore di Chiama l’Africa, ha dichiarato: “Ci uniamo alla protesta di don Albino e dei Beati i costruttori di pace. Continueremo a seguire questa vicenda con approfondimenti sulla rivista Solidarietà Internazionale (www.solidarietainternazionale.it), insieme ai temi della pace, del disarmo, …”.

 

“A nessuno piace digiunare, neanche a mesi legge nella lettera diffusa da don Albino – ma quando ci troviamo davanti a situazioni particolarmente gravi, dobbiamo accettare anche comportamenti più impegnativi. Quanto sta avvenendo al Dal Molin è molto grave. In pieno Ferragosto, senza le normali interruzioni per ferie, nella nuova base al Dal Molin continuano a ritmo accelerato i lavori delle imprese che si sono aggiudicate gli appalti con lo scopo di produrre irreversibili fatti compiuti già prima del prossimo autunno”.

 

Per chi vuole informarsi, esprimere la propria solidarietà, unirsi alla staffetta del digiuno: www.beati.org, il luogo scelto per il presidio è una roulotte all'incrocio tra Viale Del Verme e Viale Ferrarin, a Vicenza.

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